La Svolta – Donne contro l’Ilva
By radio popolare salento • mag 27th, 2010 • Category: prima pagina
“La Svolta. Donne contro l’Ilva”, scritto e diretto da Valentina D’Amico.
Venerdì 28 maggio 2010
via Cava 90/largo San Gaetano (Città Vecchia) – Taranto
presso il “Cantiere Maggese”
ore 19.30 – conferenza stampa
Interverranno:
Valentina D’Amico, regista
Raffaella Delvecchio, product manager Apulia Film Commission
Sebastiano Romeo, assessore all’ambiente del Comune di Taranto
Pierpaolo Fiume, AltaMarea/Peacelink
Presenta:
Massimo Causo, critico cinematografico
ore 21.00 – proiezione
ingresso gratuito
Ad organizzare la presentazione: AltaMarea (coordinamento delle associazioni e dei cittadini tarantini) e il Cantiere Maggese
“Il documentario, prodotto dalla Filmare srl di Foggia e realizzato con il contributo dell’Apulia Film Commission, racconta l’Ilva dal punto di vista delle donne: Francesca e Patrizia, mogli di operai morti all’Ilva; Vita, mamma di un giovane operaio ammazzato da una gru nello stabilimento; Margherita, ex dipendente mobbizzata e licenziata; Anna, finita sulla sedia a rotelle, e Caterina, mamma di un bambino autistico: patologie diverse, entrambe probabili conseguenze dell’inquinamento. La loro necessità di riscatto per sé e per gli altri: nei tribunali, nelle manifestazioni di piazza, nelle denunce alle massime cariche dello Stato. Partendo dalle loro storie umane, si conoscerà la vita nella più grande acciaieria d’Europa che vanta il primato nazionale dei morti sul lavoro e dell’inquinamento ambientale. Le condizioni di lavoro degli operai raccontate da dipendenti ed ex dipendenti e svelato da Antonino, operaio morto nello stabilimento. La sua vicenda, narrata nel testo “La Svolta” scritto dalla moglie Francesca, nel video è interpretata dall’attore tarantino Alessandro Langiu.
Storie di soprusi, arroganza, anche ai danni degli impiegati: 70 di loro rinchiusi per un anno e mezzo in un reparto confino, per punizione, solo per aver osato dire no. Depressioni, tentati suicidi, vite annientate che ancora oggi portano sul volto i segni dei soprusi.
Decenni di sconvolgimenti socio-economici e ambientali di una città che forse oggi ha trovato il coraggio di reagire contro la fabbrica che è amica se dà lavoro, ma che è nemica se disprezza l’uomo e mortifica l’ambiente.”
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