[Bari]: TIME ZONES, sulla via delle musiche possibili
By rps • set 26th, 2008 • Category: Comunicati Terza PaginaLa XXIII edizione del festival di musica contemporanea Time Zones – sulla via delle musiche possibili dedica una sezione alle musiche possibili made in Usa con un occhio all’universo newyorchese, termostato delle intemperie che hanno agiato il pianeta dopo 9/11; protagonista sarà un ampio spaccato di questa produzione, evidentemente determinante nella definizione del panorama musicale contemporaneo, ed inoltre tassello fondamentale per la formulazione di un quadro chiaro della cultura di questo grande Paese.
Sono infatti previste 8 giornate di concerti di musicisti statunitensi; compositori e performers provenienti da generi e stili diversi, ma tutti allo stesso modo rappresentativi di rimarcabili innovazioni del linguaggio musica. Soggetti poliedrici votati al dialogo tra culture e generi differenti, tutti a vario titolo annoverabili nella schiera del movimento intellettuale di questo Paese.
La rassegna infatti propone un ampio ventaglio di culture musicali, ospitando, fra gli altri un raffinatissimo intellettuale afro-americano come lo scrittore-musicista Amiri Baraka, primo teorizzatore dell’estetica nera; vi saranno poi l’artista multimedia Laurie Anderson, la controversa e geniale musa del jazz Annette Peacock, nonché una nutrita schiera di band underground rappresentative del movimento indie di ultima generazione. Infine, vero evento di questa edizione, un’impegnativa produzione con uno dei più grandi compositori viventi: Steve Reich, padre del minimalismo.
Il programma della XXIII edizione di Time Zones riproporrà, come accaduto negli ultimi anni, due momenti all’apparenza distinti:
- Una sezione “classica” in cui continua la proposta di alcuni nomi storici del panorama musicale internazionale, con la mappatura delle trasformazioni e delle innovazioni più significative occorse tra la fine del 900 e l’inizio del nuovo secolo.
- Una sezione “eclettica” dove tentiamo di registrare esperimenti provenienti dalle nuove generazioni, un universo che fuori e dentro le scuole e le accademie disegna un paesaggio musicale variegato ed ormai senza alcun punto di riferimento stilistico. Dalla produzione indie alle commistioni tra jazz/rock e musica classica, dal rinnovato rapporto della composizione con la forma canzone, al consolidamento della multiculturalità compositiva come matrice di percorsi e suoni nuovi.
Come consuetudine della rassegna, in parallelo alle serate dei concerti vi sarà un’attività didattica che si svilupperà su due fronti.
- Andrà a conclusione il triennio di sperimentazione musicale con gli insegnanti ed un gruppo selezionato di alunni della Scuola media G.Verga.
- Avrà luogo “THE END OF EMPIRE?”, convegno itinerante sul rapporto tra politica e cultura in USA.
In concomitanza con le presidenziali USA, ed alla presenza di alcuni gli artisti presenti al festival, si terranno presso le facoltà di Scienze della Comunicazione e di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Bari, una serie di incontri aperti sul rapporto tra intellettuali, mondo dello spettacolo e politica oggi negli USA alla luce del particolare scenario che la candidatura di Obama ha definito.
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